giovedì 10 giugno 2010


• SPINAZZOLA MISTERIOSO EPISODIO NELLA NOTTE. INDAGANO I CARABINIERI
Danneggiata l’auto del nostro corrispondente

SPINAZZOLA. Mistero sull’atto vandalico effettuato sull’autovettura del collega Cosimo Forina, corrispondente da Spinazzola. Ignoti, come denunciato alla locale caserma dei carabinieri, la scorsa notte hanno graffiato, presumibilmente con una chiave o la punta di un cacciavite la carrozzeria dell’autovettura del giornalista, una Seat Alhambra. Una «attenzione» tutta da interpretare, con un danno non coperto da assicurazione quantificato in 800 euro.
IL DANNEGGIAMENTO -Forina aveva parcheggiato l’auto all’interno dell’area condominiale, recintata e chiusa da un cancello, verso le 19,30 nel posto a lui assegnato. Ieri mattina verso le 9,30 nel riprendere il veicolo con amara sorpresa ha constatato che lo stesso era stato danneggiato vistosamente. Di qui la telefonata alla caserma dei carabinieri e l’immediato intervento dei militari. Nella denuncia verso ignoti presentata dal collega, viene precisato: «Svolgo l’attività di collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno e che ultimamente si era occupato attraverso i suoi articoli pubblicati, di tematiche ambientali, rifiuti, impianti fotovoltaici ed eolici e pertanto non è da escludere che tale gesto possa essere collegato ai miei articoli».
«Mi è difficile pensare ad altro - ha sottolineato Cosimo Forina - per una ragione molto semplice. Nel cortile condominiale vengono parcheggiate ogni giorno oltre quaranta autovetture e l’unica a subire l’atto vandalico è stata la mia. O l’autore del gesto è uno a cui stanno antipatiche le Seat Alhambra oppure è un chiaro avvertimento. Sbagliano, però, eventualmente, gli autori dell’azione, perché se agendo in questo modo credono di intimorirmi così come è stato tentato di fare con violenza, lettere anonime e querele di sbarramento, io andrò avanti, serenamente e con la stessa puntualità documentale ad occuparmi della cronaca della città. Qualunque essa sia».
GLI AVVENIMENTI -E poi: «Gli avvenimenti che si stanno susseguendo a Spinazzola non possono essere sottaciuti è il diritto-dovere di cronaca prevale su ogni altra cosa. Certo amareggia fortemente quanto successo. E lascio immaginare il sentimento che si possa vivere scoprendo che qualcuno, nell’oscurità della notte possa comportarsi in questo modo. Sono comunque fiducioso che i carabinieri di Spinazzola sapranno fare di tutto per scoprire i colpevoli». Al collega la solidarietà della Gazzetta.

martedì 8 giugno 2010


GLI AMERICANI VOGLIONO IL TERRITORIO PER CERCARE PETROLIO. PRONTI A PAGARE E A BACCHETTARE CHI SI OPPONE. MURGIA SOLO UN “TERRITORIO ABBANDONATO?”
Cosimo Forina Spinazzola
Onofrio Introna, oggi presidente del consiglio della Regione Puglia, ex assessore all’ambiente, e i sindaci di Spinazzola Carlo Scelzi e di Minervino Murge Luigi Roccotelli sono stati destinatari di una lunga lettera dell’avv. Emanuele Turco di Roma, il quale rappresenta la società di ricerca e di coltivazione di idrocarburi AleAnna Resources LLC costituita e vigente nello Stato del Delaware, Stati Uniti (AleAnna) titolare del progetto denominato “Palazzo San Gervasio”. In questa missiva Turco bolla come persona disinformata Introna per la sua netta posizione contraria alla ricerca del petrolio nel territorio murgiano manifestata in una intervista alla Gazzetta, raccolta dal collega Giuseppe Armenise. Il progetto “Palazzo San Gervasio” comprende ben undici città, nove delle quali in Basilicata e due in Puglia, su una estensione di 561 Kmq. La tesi di Turco è quella che ricerca ed estrazione sono di beneficio alle popolazioni, al territorio, poiché le città e le Regioni coinvolte come per legge incassano le royalties. A supporto, la missiva è stata mandata per conoscenza anche a comuni del territorio foggiano che di già incassano delle royalties per altre concessioni petrolifere e ai due sindaci di Spinazzola e Minervino affinché questi: “traggano la convinzione che un eventuale successo del programma di ricerca dell’AleAnna apporterebbe notevoli benefici alle collettività dagli stessi amministrati”. Ancora a sostegno di questa persuasione vengono riportati gli importi incassati tra il 2008-2009 dai Comuni e dalla Regione Basilicata e da quelli della stessa Regione Puglia dove di già si estrae petrolio. Il 10% sulla quantità di idrocarburi liquidi e gassosi estratti in terraferma. In buona sostanza i quattrini che le città e Regioni andrebbe ad incassare sarebbero sufficienti per superare ogni perplessità, cifre riguardevoli a molti zero. Rivolgendosi al presidente Introna l’avvocato della capitale tra l’altro aggiunge: “è indubbio che le sue dichiarazioni dovrebbero aver suscitato perplessità ed apprensione tra le società di ricerca e coltivazione di idrocarburi operanti sulla terraferma in Puglia. Ma, in effetti, la maggior perplessità ed apprensione dovrebbe essere nutrita dai residenti dei comuni interessati attualmente o potenzialmente, dalla ricerca e coltivazione di idrocarburi nei loro territori. Va infatti considerato che, qualora le società di ricerca di idrocarburi fossero costrette ad abbandonare zone del territorio italiano per insormontabili ostacoli amministrativi posti localmente, la ricerca continuerebbe in altre zone del paese o all’estero dove tali iniziative sono ben accolte ed incoraggiate. Ed ancora: “ Il tal caso, tuttavia, il maggior pregiudizio verrebbe arrecato proprio ai residenti delle zone d’Italia abbandonate. Costoro verrebbero infatti privati della speranza di ottenere le risorse necessarie allo sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, all’incremento industriale e ad interventi di miglioramento ambientale, a loro garantite dalla legge, in caso di successo della ricerca di idrocarburi”. Onofrio Introna, dai dati di cronaca, non è stato il solo a prendere posizione contro la colonizzazione del territorio se pur ben retribuita. Sul versante Basilicata, alto Bradano, a fare muro contro gli americani che cercano nelle “zone dell’Italia abbandonata” il petrolio, ci si sono messi i sindaci delle città interessate, da Palazzo San Gervasio sino ad Acerenza. E cosa più rilevante dall’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia, che su quei 561 kmq ha già ottenuto cento milioni di euro con la prospettiva di averne altri trecento e passa, con cui portare l’acqua sul territorio. Soldi finanziati dal Cipe, ovvero dal Governo italiano. Sarà che gli americani come si suol dire “so forti” ma questa volta, dalle terre “abbandonate” che si apprestano ad essere irrigate, e quindi trasformate da coltivazione estensiva ad intensiva, c’è da contarci, non riusciranno a cavare, come si dice a Roma. “trippa per gatti

domenica 6 giugno 2010


SPINAZZOLA LA MURGIA VERSO MINERVINO È FINITA NEL RAPPORTO DEGLI AMBIENTALISTI
Eolico e fotovoltaico nel mirino di Legambiente

Anche quest’anno Spinazzola in compagnia con Minervino Murge è finita nel rapporto redatto da Legambiente sulle ecomafie 2010, presentato durante una conferenza stampa da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia e Lorenzo Nicastro assessore alla qualità dell'ambiente della Regione.
Se lo scorso anno a tener banco è stata la discarica che si vuole costruire a “Grottelline” ora sono gli impianti di energia alternativa ed in particolare l’eolico a far salire agli “onori” della cronaca le due città. Dopo le interrogazioni parlamentari e le indagini di diverse procure compresa la direzione distrettuale antimafia, nel capitolo del rapporto “Affare eolico" di Legambiente è citata anche la Puglia, e in particolare, è riportata l'operazione «Ventus», cominciata a marzo del 2009, e riguardante la costruzione abusiva di un impianto eolico nel Parco dell'Alta Murgia, territorio di Minervino e la costruzione di una sottostazione in agro di Spinazzola.
Situazione scoperta dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Gravina di Puglia che vigilano nell’area protetta. Ma non è tutto perché ora dalla procura di Bari come da quella di Trani, sulla base delle informative fornite sempre dagli uomini della Forestale di Gravina, si vuole anche conoscere ogni dettaglio sulla correttezza degli atti autorizzativi per la realizzazione di impianti eolici e presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nelle gestione di energie rinnovabili nel territorio murgiano.
Queste ultime indagine che mantengono il pieno riserbo sono state affidate alla Guardia di Finanza. Al vaglio dei finanzieri, non solo la normativa sulla valutazione d’incidenza ambientale, ma anche le partecipazioni societarie di alcune imprese che gestiscono pale eoliche in zone protette a ridosso del Parco nazionale dell’Alta Murgia.
Le nuove indagini riguarderebbero gli atti di autorizzazione degli impianti, se fosse stata necessaria oppure no la valutazione di incidenza ambientale da parte della Regione, oltre che il parere del Parco. Altro capitolo, tutto da approfondire spetta al fotovoltaico, su cui stanno ricadendo da più fronti altre indagini.

SPINAZZOLA VENTISEI ANNI, ANTONIO HA SEMPRE SEGUITO LA SUA GRANDE PASSIONE
UNA «MATITA» MURGIANA PER LE VIGNETTE DI FAMIGLIA CRISTIANA
È IL GIOVANE FUMETTISTA SPINAZZOLESE FORINA
“Il mio sogno progetto è quello di realizzare la storia dei territori e delle città a fumetti”
di Paolo Pinnelli

Cinque vignette, un'intera pagina, con tanto di fotina in alto accanto al titolo della rubrica. «Buonumore»: questa la pagina del settimanale «Famiglia Cristina» che ha ospitato e che ospiterà anche nelle prossime settimane le vignette del giovane disegnatore di Spinazzola, Antonio Forina.
La giovane matita spinazzolese è entrato nella decina di autori che stanno portando un pizzico di novità e di umorismo “originale” sulla pagina umoristica della nuova edizione del settimanale paolino. Originale nel senso che fino a un paio di mesi fa la pagina veniva cucinata con vignette «di agenzia».
E così il nome di Forina appare accanto a quelli più noti nel circuito nazionale, da Marcello Toninelli, ad Athos Careghi, Paolo Di Pietrantonio, Paolo Del Vaglio e Roberto Rinaldi.
Ventisei anni, spinazzolese doc, ma canosino di nascita, Forina si è formato, ottenendo diploma con merito, alla Scuola Italiana del Fumetto di Milano. Dopo aver conseguito il diploma di lingue presso il liceo linguistico "Ada Ceschin Pilone" di Spinazzola ha frequentato l' Accademia di Belle Arti di Urbino nel 2002. Ma l'anno successivo ha deciso di seguire la sua passione per i fumetti e l'illustrazione iscrivendosi alla «Scuola del fumetto» di Milano conclusa nel 2007.
Attualmente vive e lavora a Milano e da qualche settimana collabora oltre che con «Famiglia Cristiana» anche con «Gbaby», sempre delle Edizioni San Paolo.
«In questi anni ho realizzato copertine e vignette per il quotidiano "Opinum" di Spinazzola, grafica aziendale, copertine per la casa editrice Rundetaarn Edizioni - dice - ma la mia vera passione è il fumetto. Ed ora sono davvero felice di questa vetrina sul settimanale Famiglia Cristiana.»
Antonio il sorriso oltre che strapparlo con le sue vignette, lo suscita spontaneo per la sua genuinità e grande capacità di comunicazione. Ha collaborato anche con la Rizla, realizzando una serie di accendini, e con Arcade, per la supervisione di alcuni videogames.
Ma la sua passione è il fumetto ed ha un grande sogno nel cassetto. «Il mio sogno-progetto è quello di realizzare la storia dei territori e della città a fumetti partendo soprattutto da quella mia città e da quelle vicine. Tramite il fumetto si farebbe avvicinare alla ricostruzione del passato ed alla cultura della città un numero sempre più elevato di persone attraverso uno strumento artistico affascinante e divertente - conclude Antonio - con il fumetto si riuscirebbe anche a far accrescere nei giovani l’interesse alle tradizioni storiche del luogo in cui vivono visto cresce il numero degli appassionati di fumettistica non solo tra i ragazzi ma anche tra gli adulti». Un progetto che attende solo di essere realizzato.

mercoledì 2 giugno 2010


SPINAZZOLA DOPO LE SOLLECITAIZONI DELLA MINORANZA,
ECCO LA SITUAZIONE ATTUALE SULLE RICHIESTE E CONCESSIONI DI IMPIANTI DA
INSTALLARE SUL TERRITORIO
Murgia assediata da eliche e specchi

L’assessore Tarantini: «È insensato opporsi agli impianti per le energie alternative»
«Pazzo chi afferma di voler essere contro gli impianti di energie alternative visto quello che sta succedendo nel mondo». Partiamo da qui. Da questa frase pronunciata dall’assessore Giuseppe Tarantini in consiglio Comunale dopo aver ricevuto la delega dal sindaco Carlo Scelzi alle politiche energetiche, che era prerogativa dell’ex vicesindaco Sebastiano Fiore, dimissionario.Questa personale visione dell’assessore Tarantini si è materializzata mentre elencava alla minoranza, che lo reclamava, la situazione attuale sulle richieste e concessioni di impianti da installare sul territorio di Spinazzola. I dati dell’assessore che riveste anche responsabilità all’ambiente sono stati: «14 progetti eolici presentati anche in sede VIA, la valutazione di impatto ambientale, alla Regione, dopo la data dell’obbligatorietà della redazione del Prie, il piano regolatore non ancora definito dall’amministrazione comunale. Oltre i due progetti presentati al vaglio del consiglio Comunale,
antecedenti a questa fase. Duecento le istanze per impianti fotovoltaici sino ad 1 Mw, ridimensionati ad 88 dopo la ricognizione degli uffici. I progetti per impianti di potenza superiore sono stati tre: uno da 5Mw e altri due da 10Mw. Di questi, per uno, ha concluso Tarantini, è stato preannunciato, ma non formalizzato il ritiro». In buona sostanza Spinazzola si è resa disponibile
ad una selva di pali eolici. Ben oltre duecento, stando ai progetti presentati, a cui si aggiunge un mare di specchi su centinaia di ettari di terreno utilizzati sinora a coltura cerealicola e in alcuni casi, grazie alla presenza dell’acqua, ad intensiva. La disponibilità sugli impianti, appare, stando alle premesse, un sostegno di responsabilità verso il “mondo” che sempre più è sotto la cappa
dello Co2 per l’uso degli idrocarburi. Però, in questa Spinazzola che pare ombelico del “mondo” qualche perplessità per le tante richieste di impianti per le energie alternative dovrebbe sorgere. Ed invece “no”. Gli impianti proposti appaiono come manna, sia nella maggioranza che in parte della minoranza, finalizzati a far rinascere ed evolvere l’arido territorio. Le perplessità però sono venute, sia alla procura di Bari e Trani come a quella della distrettuale antimafia, che hanno aperto
qualche fascicolo sia su Minervino che su Spinazzola. Vuoi probabilmente anche per l’interrogazione parlamentare presentata qualche giorno fa, nella quale si parla di sospetto interesse criminale e mafioso sul territorio murgiano finalizzato proprio allo sfruttamento delle energie da fonti rinnovabili. Ma di questo, poco o nulla si è parlato nell’ulti - mo consiglio Comunale. Sulla foresta di pali e di specchi nessun ripensamento. Tutt’altro. Neanche alla luce delle parole di voci autorevoli come quella dell’arch. Ruggiero Martinez, direttore regionale del Ministero per i Beni e le Attività culturali che più di qualche perplessità la fanno scaturire: «Eolico ed impianti fotovoltaici sono una nuova disarmonia, fatta da interventi a macchia di leopardo che stanno “segnando” il territorio. Un paesaggio, che assieme alle forti valenze storico-architettoniche ed archeologiche, costituisce una indiscussa attrattiva »

giovedì 27 maggio 2010


ALTRO CHE PETROLIO, GIÀ SI CERCA L’ACQUA
IN REALTÀ È GIÀ STATO FINANZIATO DAL CIPE UN PROGETTO PER OLTRE 100 MILIONI DI EURO

COSIMO FORINA • SPINAZZOLA. Ma quale petrolio! Qui si aspettano opere irrigue, passate dal travaglio di decenni di attesa, per portare sviluppo nel territorio. Così si è materializzata, spiazzando tutti, la netta contrarietà alle ricerche petrolifere avanzate dalla società texana Aleanna Resources LLC di Houston (USA) con il progetto denominato «Palazzo San Gervasio» che comprende un vasto territorio di 561 Kmq che interessano Minervino Murge e Spinazzola e anche alcuni altri comuni della Lucania.
IL PROGETTO -In questa area, dove si vuole cercare l’oro nero, con ricadute irrisorie sulla economia locale ma con rischi ambientali non trascurabili, sta partendo un grande progetto di trasformazione che permetterà di utilizzare i terreni da coltura estensiva a una intensiva, finanziato con centinaia di milioni di euro dallo Stato. Lo sanno bene i sindaci dell’Alto Bradano (Basilicata) che hanno incontrato il loro assessore regionale all’ambiente Agatino Mancasi. Per loro è quanto meno inopportuno il silenzio-assenso della Regione Basilicata sul progetto petrolifero «Palazzo San Gervasio». Ma ancor più, ne hanno piena coscienza e conoscenza il direttore generale Lorenzo Larocca e il commissario di governo, Saverio Riccardi, dell’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia, i quali invitando a Potenza anche i sindaci di Spinazzola, Carlo Scelzi e di Minervino Murge Luigi Roccotelli di quella riunione sono stati i promotori. Nella quale è stato ribadito che l’Eipli, quale soggetto pubblico istituzionale deputato alla gestione dello schema idrico e delle opere ad esso connesse, deve essere considerato parte attiva nel procedimento amministrativo che riguarda la società texana. Centinaia di milioni di euro di investimenti potrebbero essere vanificati dalla ricerca petrolifera. Al capo di gabinetto del commissario dell’Eipli, Adriano Di Noia, attore della sinergia istituzionale tra Governo e Regione, per una azione di rilancio del Mezzogiorno ed in particolare nei territori interessati dai progetti per il settore agricolo fino a oggi dimenticati dalle realizzazione di grandi infrastrutture di opere idriche, abbiamo chiesto di ricostruire il piano dei finanziamenti in corso.
ACQUA E TERRITORIO -Di Noia ha sottolineato che tutto quanto su cui si sta procedendo è stato reso possibile grazie all’impegno del ministro Raffaele Fitto e alla passione e tenacia dei vertici istituzionali, proprio a partire dal commissario Saverio Riccardi: «Ancora una volta ci troviamo a parlare di acqua, non solo perché è l’elemento in natura più importante per l’uomo, ma per le nostre Regioni è da considerarsi una risorsa economica e di sviluppo per il territorio. Il governo nazionale con il contributo della Regione Basilicata, ha già pianificato l’intervento Strategico attraverso la legge obiettivo con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica 121 del 21/12/2001, approvando il progetto «Marascione», per l’irrigazione di circa 5.000 ettari nei territori dei comuni di Acerenza Banzi, Genzano, Palazzo San Gervasio e Irsina, per un importo complessivo di circa 105 milioni di euro. Inoltre è in via di definizione analogo progetto di completamento denominato “V- M - C ” in prosecuzione del precedente questa volta per l’irrigazione di circa HA 19.000, nei territori di Venosa, Maschito, Forenza , Rampolla, Spinazzola in parte, Montemilone, Lavello e Melfi per un importo di circa 370milioni di euro. Attualmente è stata predisposta l’avvio per le procedure di appalto da parte della Regione Basilicata, che vede come soggetto attuatore dell’intervento il Consorzio Di Bonifica Di Gaudiano per l’ esecuzione dei lavori del progetto per “Distretto G” nei territori di Genzano, Irsina, Banzi e Acerenza per un importo di circa 65 milioni di euro che dovrà dare un nuovo impulso ai Consorzi di Bonifica oggi in seria difficoltà. Questi progetti sono stati realizzati dall’Eipli, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Ben 540milioni di euro in opere finanziate complessivamente che sono già futuro, ancor prima del petrolio, nell’Alto Bradano e in parte di terra di Puglia. Chi se la sente di mettere tutto a rischio?

Scheda L’oro nero e l’oro bianco
La società texana Aleanna Resources LLC di Houston (USA) ha presentato il progetto denominato “Palazzo San Gervasio” che comprende un vasto territorio di 561 Kmq in gran parte in Lucania nelle città di: Acerenza, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Montemilone, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Ripacandida e in Puglia nei comuni di Minervino Murge e Spinazzola. Ma più che l’oro nero in questa area la risorsa più preziosa è l’acqua: il governo con il contributo della Regione Basilicata, ha già approvando il progetto «Marascione», per l’irrigazione di circa 5.000 ettari tra Puglia e Basilicata.

lunedì 17 maggio 2010



Sole e vento
Murgia assediata
di Cosimo Forina
Energie da fonti rinnovabile chi le sostiene? Perché? Il vento che spira e il sole che picchia sulla Murgia a chi conviene? E’ vero che “Cosa Nostra”, la mafia, tra i suoi affari puntava e punta a mettere le mani anche sul territorio murgiano? Domande da alcuni giorni frequenti in città, e che potrebbero trovare maggiore analisi e azzardare risposte nel Consiglio Comunale di cui è stata chiesta la convocazione urgente al sindaco Carlo Scelzi dai partiti di minoranza, in seguito alle dimissioni del suo vice anche da assessore, Sebastiano Fiore, il quale per delega si occupava di queste tematiche. Ed ancora, per una interrogazione parlamentare presentata al Governo dall’Italia dei Valori in cui tra l’altro si parla di: inchieste, rinvii a giudizio, arresti e condanne per corruzione di personaggi legati a società che hanno operato e operano nel territorio della Murgia ed in particolare tra Minervino e Spinazzola. Prima di addentrarci nei meandri del sistema delle “Società srl” con capitale sociale di soli 10mila euro che pullulano in Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania e Puglia, nonché a Spinazzola, specializzate nell’accaparrarsi fette del territorio per istallare pali eolici e impianti fotovoltaici il cui valore è quello di centinaia di milioni di euro, ripercorriamo quando è successo in città negli ultimi anni. Ovvero, sia mentre ad amministrare era il centrodestra con l’ex sindaco Savino Saraceno che ora con Carlo Scelzi il quale guida una maggioranza formata dal Pd e un esponente dei Verdi. Amministrazione Saraceno: a questa è toccata la scelta di approvare la realizzazione della sottostazione, territorio di Spinazzola in area Parco dell’Alta Murgia, finalizzata ad assorbire e a mettere nella rete nazionale la corrente elettrica prodotta dai pali eolici alzati nel territorio di Minervino Murge. Sottostazione finita con altro nel mirino della magistratura, operazione “Ventus” condotta dagli uomini del Comando Stazione Forestale di Gravina di Puglia, Sul banco degli imputati Josef Gostner, legale rappresentante della società proprietaria e committente; Michele Manca Di Villahermosa, legale rappresentante dell’Associazione Temporanea d’Imprese, esecutrice dei lavori (Manca Spa e Siemens Spa); Francesco Ramundo, legale rappresentante della Ramundo Engineering srl di Spinazzola (impresa subappaltatrice delle opere), Michele Greco, direttore dei lavori e Vito Barile, anch’egli direttore dei lavori per opere complementari dell’impianto, tra questi e bene precisarlo nessun amministratore. Processo pendente tuttora presso il Tribunale di Canosa di Puglia. Saraceno in primis e la sua maggioranza però, si distinguono per essere convinti sostenitori della bontà dei pali eolici. Con atto di Consiglio Comunale avevano posto come condizione per aderire al Parco Nazionale dell’Alta Murgia, la compatibilità che all’interno dell’area protetta potessero essere istallate le torri eoliche smembra paesaggio: “la Murgia? Solo un territorio composto da pietraia insignificante”. Ma quando ad opporsi a questa bislacca teoria è la stessa Regione Puglia, all’ora guidata dal centrodestra con Raffaele Fitto (2000-2005), assessore all’ambiente Michele Saccomanno e all’agricoltura Nino Marmo, le frizioni tra amministrazione centrale e periferica (Spinazzola) si fanno pesanti e le pale restano fuori dal Parco e le aree protette. Le maglie larghe per le rinnovabili però arrivano con Nichi Vendola, alla Regione il centrosinistra, assessore all’ambiente Michele Losappio. Anche Spinazzola, quasi congiuntamente cambia amministrazione anche qui arriva il centrosinistra. E’ fermento per le energie alternative sin dalle prime battute dell’amministrazione Scelzi, il bussines con cui incassare royaltis per rimpinguare le languide casse comunali. A mettersi però di traverso la consigliera, assessore, dell’Idv, Franca Carbone la quale per l’eolico ha uno scontro con il vicesindaco Sebastiano Fiore e con l’assessore Nicola Di Nardi. Dopo un passaggio alla gogna dei partiti di maggioranza, Scelzi revocate le deleghe alla Carbone, e la stessa nel consiglio comunale del 8 maggio 2007 consegna un documento per la sua estromissione in cui si legge: “Le motivazione reali sottaciute sono ben altre. E' nota a tutta la città la mia coerente e irrevocabile decisione di perseguire l'impegno intrapreso durante e dopo la campagna elettorale contro la realizzazione delle discariche a "Grottelline" e sull'insediamento dei pali eolici nel territorio di Spinazzola, senza che questi in misura minima e essenziale giungano dopo un'attenta valutazione di impatto ambientale, beneficio economico per la città, trasparenza assoluta nelle convenzioni proposte al Comune di Spinazzola a 360°. Ovvero nella interezza delle proposte giunte nel Palazzo di Città, fermo restando la decisione che ogni approvazione doveva essere successiva alla realizzazione del PRIE. Cosa che non sembra sia avvenuta nell'ultimo Consiglio Comunale”. Ed in effetti è andata proprio così, nel consiglio comunale antecedente all’8 maggio 2007, in cui la Carbone risulta assente, la maggioranza cambia la sua filosofia. L’assessore Fiore, prima illustra la necessità di attendere il Prie per autorizzare l’istallazioni di pale eoliche sul territorio, poi, dopo l’insistenza della minoranza, vota con tutta la maggioranza per il proseguo dell’iter di due progetti, in proroga, finiti all’attenzione della procura della Repubblica.

La corsa al fotovoltaico
Per l’istallazione di pale eoliche i tempi si allungano, anche se viene avviato di Giunta il Prie e viene anche approvato nel consiglio Comunale lo schema di convenzione che le società devono sottoscrivere con il Comune. Ma altro sblocco agli investimenti per centinaia di milioni di euro sul territorio sono gli impianti fotovoltaici. In particolare quelli da un 1MW, che si sostiene nella maggioranza non sono soggetti a royaltis. Richieste a bizzeffe giungono nel Palazzo di Città, circa 200, a questi impianti si aggiungono richieste per alcuni di grandi dimensioni da 5-10-15 MW che invece dovrebbero portare ristoro ambientale. In concomitanza vengono presentati anche i progetti per l’eolico per centinaia di torri. Programmi quest’ultimi che vengono avviati alla valutazione di impatto ambientale in Regione, mentre copiosi faldoni ingolfano materialmente l’ufficio tecnico comunale preposto ad esprimere comunque un proprio parere. E’ corsa ad accaparrarsi il territorio. A Spinazzola a macchia di leopardo vengono concessi con semplice autorizzazione Dia, diversi impianti fotovoltaici da 1MW. Un mare di specchi istallati anche in aree di pregio e di interesse archeologico di cui la “Gazzetta” si è occupata di recente. Ma qualcosa si incrina e crea fibrillazioni nella maggioranza, specie tra sindaco e suo vice. Questo avviene per un impianto fotovoltaico da 10Mw e di una sottostazione da realizzarsi in contrada “Podice”. Società richiedente la Agrienergy di Bari srl amministratore Girolamo Ninivaggi di Altamura. Il Ninivaggi sostiene, dopo che il suo progetto da 50milioni di euro più 20 milioni di euro per la realizzazione di una sottostazione, non viene approvato dal Consiglio Comunale, punto all’ordine del giorno ritirato per dissapori nella maggioranza, che lui aveva ottenuto: “approvazione/disponibilità da parte dell’amministrazione comunale, preventivo”, prima che iniziasse la progettazione degli impianti sulla base di un colloquio avuto con il sindaco Carlo Scelzi e il vicesindaco Sabastiano Fiore. Il sindaco si indigna e manda il tutto alla procura della Repubblica di Trani e lo stesso fa con una sua interrogazione anche la consigliera dell’Idv Carbone, la quale intende accertare se vi è stata o meno violazione in quel progetto della legge Galasso vista la presenza di un torrente nei pressi dell’area dei progetti avanzati della Agrienergy. La Regione per i terreni oggetto del progetto Agrienergy prima avvia gli espropri e poi li annulla. Mentre l’assessore Fiore mantiene una stretta consegna del silenzio, anche quando il sindaco in un suo comunicato stampa afferma di temere: “non tanto per il sottoscritto, ma per la propria famiglia e per quelle di chi ci sta attorno”. A Scelzi, non arriverà neanche una ben minima solidarietà da parte dal suo partito, il PD. E’ sconquasso nella maggioranza, il sindaco avoca a se tutto quello che è inerente gli impianti di energie prodotte da fonte rinnovabili, mentre il vicesindaco dopo un breve lasso di tempo di “riflessione”, presenta le sue dimissioni. Con una missiva in cui accusa Carlo Scelzi di aver accentrato nella gestione amministrativa ogni decisione.

Il vento della Murgia piace alla mafia?
C’è un nome che si ripete nelle inchieste che ruotano intorno all’eolico in Italia. Dalla Sicilia, alla Sardegna, nel Lazio come in Puglia e manco a dirlo a Spinazzola e Minervino Murge. E’ quello di Luigi Franzinelli, di recente il giudice di Palermo, Daniela Troja, lo ha condannato con rito abbreviato a due anni per corruzione aggravata e per aver agevolato Cosa Nostra. Fanzinelli compare in modo significativo anche nell’interrogazione parlamentare presentata al “Question time” il 12 maggio dall’Italia del Valori, in cui si interroga il Governo per vigilare sul rischio di infiltrazione mafiosa nell’eolico. Chi più, chi meno, ha incontrato Luigi Franzinelli a Spinazzola perché amministratore di diverse società con sede legale in città. Società che hanno come scopo quello di operare nella produzione, trasporto, distribuzione e commercio di energia elettrica o attività collaterali. E’ solo uno degli intrecci di una enorme quantità di società “Srl” che passa anche dalle Murge riconducibili a Luigi Franzinelli. Elenco che viene per la prima volta reso noto dalla Questura di Trapani, squadra mobile, sezione criminalità organizzata e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani, che hanno condotto l’operazione siciliana “Eolo” a Mazara del Vallo nella quale l’imprenditore di Trento, ex segretario della Cgil, viene arrestato insieme a politici e sodali del super latitante Matteo Messina Denaro. Franzinelli risulta ricoprire cariche sociali, fra le altre, nelle seguenti società: presidente della commissione amministrativa della “Azienda Municipalizzata dei Servizi Energetici ed Altri del Comune di Riva del Garda”. Presidente del “Consorzio Bardonetto”.Riveste ruolo di Amministratore Unico nella “Energia Monti Alburini Picentini Srl”, “Eolo Lazio srl”, “Eolo Murge Srl”, Esseolica Srl”, “Gioia Tower Corporation Srl”, “Invest Srl”,“Murgiaeolica Srl”.E’ consigliere della “Nuova Eolica Srl”. Amministratore delegato della “Sardeolica Srl”. Ancora Amministratore Unico della “Sud Wind Srl”, della “V.I.P. vento in poppa Srl”, “Wind Ionio Tirreno Srl” in sigla “Wit Srl”. In precedenza Franzinelli Luigi ha detenuto quote della “Eolica del Vallo Srl” con sede in Alcamo e anche della “Sud Wind srl”. Nella new economy legata alle energie alternative, come altri e forse più di altri Franzinelli è uno “sviluppatore”. Cosi lo descrive un articolo de “L’Espresso” pubblicato il 6 maggio 2010 in cui si mette in luce la tela di interessi tra politica e affari nell’eolico: “fonda e amministra società srl con 10mila euro di capitale sociale, si preoccupa di acquisire i terreni dove piazzare le torri, convince i Comuni, spiana la strada ai progetti, ottiene le concessioni alle grandi imprese che gestiranno i generatori e venderanno l’elettricità al gestore del servizio elettrico nazionale”. Di tipi come Franzinelli, in e senza giacca e cravatta, Spinazzola ne sta conoscendo diversi. Il territorio sembra una terra di conquista, un leggendario Eldorado dove ognuno mira a piazzare la sua bandierina.

Le inchieste
Diverse sono le inchieste che vedono varie procure impegnate a scoprire l’eventuale malaffare sulle energie rinnovabili nel territorio murgiano. Da Trani a Bari a cui si aggiungono diverse della direzione distrettuali antimafia per il coinvolgimento in varie realtà dell’Italia. In città si è sparsa voce dell’ennesima acquisizione di documenti da parte degli uomini dell’arma dei carabinieri relativi a progetti su impianti per fonti rinnovabili presentati in Municipio. E del resto le ragioni per volerne capirne di più da parte degli inquirenti sono tante. A partire dall’esposto del sindaco, quello della consigliera dell’Idv, quello di società operanti nel territorio che si sono viste scavalcare da altre concorrenti nella presentazione dei progetti e che hanno presentato esposti in procura a Trani o come le indagini della Procura di Bari che ha in corso accertamenti sulla realizzazione di un parco eolico in Zona di protezione speciale (Zps) a ridosso del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Due i profili al vaglio degli inquirenti in questo caso. Il primo riguarda gli atti di autorizzazione per la realizzazione degli impianti. Gli investigatori stanno verificando se fosse necessaria oppure no la valutazione di incidenza ambientale da parte della Regione, oltre che il parere del Parco nazionale dell’Alta Murgia e quello che riguarda possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione degli impianti, l’individuazione dei terreni su cui impiantare le torri, le royalties riconosciute ai comuni nel cui territorio insistono le pale.Tutto segregato, tant’è che il Ministro Elio Vito, nel rispondere all’interrogazione parlamentare dell’Idv ha riferito per i fatti concernente anche Spinazzola e Minervino Murge: “Il ministero della giustizia ha interessato diverse procure della Repubblica di Roma, Cagliari, Bari e Palermo competenti per i fatti segnalati. Le prime tre procure hanno segnato l’attualità degli accertamenti in corso e la necessità di mantenere il vigente segreto investigativo”. Risposta che ha portato l’on Federico Palamba Idv ad affermare: “L’interesse mafioso per gli appalti miliardari e l’intreccio in Puglia con l’operazione Eolo è un segno di un'unica regia malavitosa”. Movendo accuse al Governo: “state colpendo qualche vecchio pezzo della mafia perdente ma non colpite le nuove, quella degli affari loschi che sa di farla franca, che nuota nelle speculazioni finanziarie. L’impunità elevata a sistema costituisce il brodo di cultura che incoraggia a delinquere. Il collegamento tra politica e affari sta corrodendo il nostro tessuto civile, stanno insegnando ai giovani che tutto è permesso, stanno facendo perdere nei cittadini la fiducia nella politica. Peggio di Tangentopoli. Questi comportamenti adesso godono di compiacenza. L’Idv non ci sta e per fortuna, forze dell’ordine e magistratura leali alla Costituzione stanno mettendo impietosamente a nudo le collusioni tra politica e affarismo criminale”.

La ribellione
A denunciare l’eccesso e la necessita di porre un freno agli insediamenti eolici e fotovoltaici, da ultimo si sono levate voci autorevoli, come quella dell’arch. Ruggiero Martinez direttore regionale del Ministero per i Beni e le Attività culturali che più di qualche perplessità la fanno scaturire: “eolico e impianti fotovoltaici, sono una nuova disarmonia, fatta da interventi a macchia di leopardo che stanno “segnando” il territorio. Un paesaggio, che assieme alle forti valenze storico-architettoniche ed archeologiche, costituisce una indiscussa attrattiva. Giova in ogni caso ribadire che gli interventi di impianti eolici e fotovoltaici in Puglia, se da un lato producono energie rinnovabili, stanno producendo un grave detrimento ad un bene che rinnovabile non è: il paesaggio”. Fattore questo che ha spinto anche il direttore generale dell’Arpa, Giorgio Assennato, a lanciare l´allarme: “rischiamo di stravolgere completamente il paesaggio pugliese”. E’ di tutto questo che è a rischio anche la Murgia.

Resta un quesito che riguarda Spinazzola applicabile in tutta la Puglia, ed è il perché a distanza di tre anni, tanto il tempo trascorso dal primo Consiglio Comunale in cui se ne parlato, nonostante anche un dibattito pubblico organizzato dalla stessa amministrazione Comunale, il Prie, piano regolatore energetico, non si stato ancora approvato. Cosa impedisce di farlo? E la non ancora applicazione di questo strumento quale influenza ha e se ne ha nei progetti di cui si discusso nel Palazzo di Città?