mercoledì 17 agosto 2016

Il Progetto MaCrì per unire l’Africa all’Europa




Mariacristina Leo di Spinazzola, laureata in Scienze e Tecnologie della Moda e Mariangela Recchia di Taranto ex commessa, entrambi di trentuno anni, sono due donne determinate, unite da una forza positiva che coinvolge, perché il loro progetto è vita per se stesse e per gli altri, capace di andare oltre l’indifferenza.
Loro hanno scelto di recarsi in Africa mettendo a disposizione le loro professionalità, il loro sapere, per tentare di arginare la povertà. Frenare, nei loro limiti, il flusso dell’illusione sospinta dalla disperazione di chi fugge dalla propria terra rischiando tutto per una vita migliore.
Una opportunità concreta quella offerta da Mary e Cristina portata alla gente d’Africa, anche per evitare sbarchi sulle nostre rive. Barconi spesso carichi del dolore dei sopravvissuti, difficile da rimarginare, che hanno assistito inermi a chi ha trovato invece la morte nella traversata del Mediterraneo.
Loro sono partite da Spinazzola e Taranto alla volta di N demban, villaggio del Gambia, Stato dell'Africa occidentale, per unire queste parti del mondo così distanti tra loro con un progetto condiviso, trasformando un sogno comune in realtà. 

Alle loro spalle, senza esitazione, hanno scelto di lasciare la disillusione della società occidentale, unite per la passione per il Continente Nero e il bisogno di cercare una nuova dimensione in cui vivere ed impiegare le proprie energie. Il loro scopo principale oggi è creare condizioni di lavoro per far crescere attraverso la produzione e il commercio il villaggio di N demban coinvolgendo l’Italia.
Mary e Cristina si uniscono in un qualcosa che ha prima l'odore di un gioco e pian piano prende il forte sapore di un progetto vero, il Progetto MaCrì.
Da alcuni giorni Cristina è tornata a Spinazzola dall’Africa 
e si è massa subito a lavoro per promuovere il progetto MaCrì, prima con una mostra fotografica che traccia la vita del villaggio e poi mostrando con entusiasmo i risultati rag- giunti delle sue allieve. Vestiti, camicioni, pantaloni, piccola oggettistica in pelle, tutto rigorosamente ben rifinito e belli da vedersi.
Il racconto di quanto vissuto ha la capacità di appassionare, 
la spontaneità quella di coinvolgere. 
Il 14 novembre 2015 è stata una data importante per Mary e Cristina, perché sostenute dalle Associazioni culturali Jahspora R-evolution ed HeartMade, finalmente partono per la grande avventura.
L’arrivo a N demban le vede impegnate, come primo obiettivo, nel costruire, mattone su mattone, un laboratorio sartoriale, dove avviare un corso di cucito gratuito per le donne del villaggio.
La struttura, con non poche difficoltà, in pochi mesi, è pronta. Il corso di cucito inizia ufficialmente a gennaio 2016. 

Il Progetto MaCrì - spiega Cristina - si avvale dell'ausilio di un sarto autoctono, in particolar modo per districarsi tra una trentina di donne che parlano almeno tre dialetti differenti e poco inglese. Non mancano gli aiuti dei volontari italiani che giungono nel villaggio "HeartMade" in Gambia, e gli incontri di nuovi amici, che prendono a cuore la nostra esperienza dando man forte.

Il nostro sogno più grande – prosegue - è trasformare tutto ciò in un vero e proprio mestiere, per noi stesse e per le allieve; avviare una vera e propria produzione di abbigliamento ed accessori equa e solidale, utilizzando e mescolando i coloratissimi tessuti Wax africani con la maestria del disegno e della sartoria italiana. Tutto questo per offrire alle partecipanti del corso un mestiere che le gratifichi, retribuendole dignitosamente, ma che sia soprattutto una via di fuga dal sogno fasullo di raggiungere il "paradiso europeo" a bordo di pericolosi barconi, governati da vili Caronte di anime ingenue.
Fredde giornate quelle di agosto appena trascorse che avrebbero fatto desistere non pochi dietro il banchetto della speranza allestito da Cristina. Lei invece, mentre gli altri erano intenti allo struscio della festa è rimasta lì, mangiucchiando un panino e sfidando le intemperie. Raccontando, non appena gli amici di sempre ritrovati in questa occasione gli sono stati vicini, la grande avventura della sua vita. Cristina è un fiume in piena carico di affettuosità. Ed infatti conclusa la mostra e la vendita diretta dei prodotti eccola animata da una nuova idea per promuovere il progetto MaCrì.
Il nuovo appuntamento non solo per sensibilizzare la città, ma anche quanti vorranno apprezzare i lavori sartoriali delle donne del villaggio di N demban, magari intraprendendo anche una collaborazione commerciale, è con una sfilata che si svolgerà il 19 agosto in piazza Plebiscito ore 22.30 in occasione della notte bianca spinazzolese.
Un ulteriore progetto vive nel cuore di Mary e Cristina. Una volta avviata l’attività in Gambia, intendono creare anche in Italia un atelier che coinvolga soggetti svantaggiati, dando una motivazione che restituisca loro uno scopo e una dignità che, purtroppo, troppo spesso viene negata. Il nuovo sogno – sostengono - ha come ostacoli più grandi l’immobilità nella quale i giovani italiani sono costretti, la burocrazia italiana e le tasse che una start-up è comunque obbligata a versare.
Per questo - conclude con un appello Cristina - chiediamo il vostro aiuto, per aiutarci ad aiutare, creando un prodotto di qualità, che vi e ci renda orgogliosi indossare. La richiesta è quella di sostenete il progetto MaCrì anche con una piccola donazione.
Questi i dati per farlo: Codice IBAN IT26L0303266281010000004460 intestato ad Associazione Culturale Heart Made, causale ‘PROGETTO MACRÌ”, Banca Credem.
Per seguirle e mettervi in contatto con loro cercarle su Facebook come ‘MaCrì’, oppure scrivete a macri.fashion@gmail.com.



martedì 2 agosto 2016


GROTTELLINE ORA PIU’ CHE MAI FUORI DAL PIANO DEI RIFIUTI
 
Con il via libera da parte del Consiglio regionale all’Agenzia che sostituisce, con un colpo di spugna, gli OGA (Organo di Governo d’Ambito – Ambito Territoriale Ottimale rifiuti) ora si potrà decidere dalla cabina di regia di Bari, di imperio, dove collocare impianti e discariche per rispondere all’emergenza rifiuti, non dichiarata ma di fatto drammaticamente constatabile, in Puglia.
Entro il 2017 dovranno essere realizzate, da quel che si mormora nei corridoi degli uffici regionali, almeno sei discariche, una per provincia, nonché impianti per il compostaggio.
A dover essere definita una volta per tutte, probabilmente, anche la questione di Grottelline nel territorio di Spinazzola a confine con quello di Poggiorsini. Ovvero se il suo destino sarà quello di restare sito di interesse archeologico, naturalistico, monumentale e paesaggistico da valorizzare, oppure essere trasformato in mega immondezzaio. Così come da Piano dei Rifiuti partorito dall’ex assessore all’ambiente Lorenzo Nicastro della Giunta guidata da Nicola Vendola, al quale va data piena paternità, con altro assessore all’ambiente Michele Losappio degli ultimi dieci anni di fallimento della gestione dei rifiuti in Puglia.

   
Michele Emiliano è chiamato con atti chiari e inequivocabili questa volta a rendersi credibile nei confronti dei cittadini di Spinazzola e Poggiorsini e dei pugliesi, questo perché ha sempre dichiarato tanto prima della sua elezione a Governatore che dopo essersi seduto sullo “scranno” più alto della Regione che in quell’area non sarebbe sorto nessun impianto e tanto meno una discarica.
Ma di fatto la questione che si trascina da anni, anche dopo un anno dalla sua elezione, è rimasta solo apparentemente nel limbo. In realtà anche con Emiliano seguendo la cronologia l’iter della discarica a Spinazzola è andato avanti. Tanto per scelte a dir poco discutibili degli uffici regionali (responsabile del provvedimento l’ex dirigente Antonello Antonicelli) che per le pressanti sollecitazioni da parte dell’Ati Tradeco-Cogeam (Gruppo Columella per la Tradeco, 51 per cento Marcegaglia SpA e 49 per cento Cisa Spa). Società che nel 2006 si sono viste prima firmare la concessione e il progetto per realizzare impianti e discarica per 17 anni da Nicola Vendola a cui si sono aggiunte strampalate varianti con semplice atto dirigenziale, passate dal consenso anche del Comune di Spinazzola (amministrazione Pd con tono di verde).
Il coro dei no all’immondezzaio a Grottelline ha invece registrato l’opposizione netta, con osservazioni tecnico-scientifiche, del tutto o in parte ignorate dal progetto approvato, che hanno evidenziato la non inidoneità del sito da parte dei Comuni di Spinazzola e Poggiorsini, Oga, Provincia Bat, Ente Parco dell’Alta Murgia, Associazioni Ambientaliste come Legambiente, Lipu e Associazione Intercomunale Lucana.
Seguendo sempre la cronologia dell’ultimo anno, Emiliano nonostante le sua contrarietà all’immondezzaio a Spinazzola si è invece visto di fatto esautorare dagli uffici regionali, con lui anche il neo assessore Domenico Santorsola. Infatti, in modo pilatesco da via delle Magnolie, vista l’impossibilità di superare l’ostacolo delle opposizioni “a insaputa del Governatore” hanno scelto di spedire tutto il fascicolo a Roma presso il Consiglio dei Ministri per il vaglio decisorio su Grottelline. Uffici poi smentiti dallo stesso Emiliano, il quale con atto di Giunta dopo le pressioni da parte dell’opposizione, in particolare dei consiglieri regionali Francesco Ventola (Cor) e Mario Conca (M5S) è corso ai ripari richiamando l’ultimo giorno utile il fascicolo dalla capitale.
Ma non basta. E si, perché quando si affronta la questione di Grottelline c’è sempre un colpo di scena come quelli che hanno caratterizzato questi anni. A partire dalle strane scomparse delle relazioni della Soprintendenza Archeologica che descriveva il sito, il furto della memoria del computer dell’ufficio VIA regionale che conteneva i dati di Grottelline, i faldoni ricostruiti raccattando informazioni nel Comune di Spinazzola visto che quelli cartacei in regione erano svaniti tra gli anfrattuosi meandri degli scaffali dell’ufficio ambiente, balzello delle particelle destinate a discarica. Ma di Grottelline si annoverano anche i sequestri, tanti, di questi anni. Ora da parte della Procura di Trani, pm Michele Ruggiero e non da ultimo quello disposto dalla Dda di Bari pm Renato Nitti per i rifiuti “tombati” a dieci metri sotto terra all’interno delle cave, scovati con sofisticate apparecchiature dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Bari e Cassano. 

Sorprende non poco, persino la scelta della V commissione permanente regionale guidata dal presidente Filippo Caracciolo che prima della buriana dell’analisi della legge sulla istituenda Agenzia sui rifiuti era stata chiamata dal gruppo dei consiglieri del M5S (Conca, Casilli, Di Bari e Trevisi) ad udire su Grottelline il sindaco Michele Patruno di Spinazzola, Michele Armienti, sindaco di Poggiorsini, il giornalista Cosimo Forina, insieme con il presidente Michele Emiliano, l’assessore alla Qualità dell’Ambiente Domenico Santorsola, l’assessore Loredana Capone con delega al Turismo e Beni Culturali, nonché i dirigenti e loro strutture. Audizione fissata il 14 luglio ed il giorno prima annullata con una laconica comunicazione a data da destinarsi.  
Adesso resta da capire cosa farà Emiliano per mantenere la sua parola data contro la discarica di Spinazzola, quello che deciderà il presidente Caracciolo circa l’audizione, la scelta degli uffici regionali dell’assessorato all’ambiente se sottoporre a VIA tutto il progetto dell’immondezzaio così tanto discusso oppure concedere altra variante. Possibilmente prima che a qualcuno venga in mente di attivare in nome dell’emergenza lo sterminio di quel lembo di terrà. 
Su dove in vero solo da alcuni giorni (7 luglio 2016) questa la novità, è arrivata dopo un sopralluogo, una dichiarazione di interesse culturale, con tanto di preavviso di avvio di procedimento di tutela a firma dell’arch. Carlo Birrozzi del Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo, soprintendente Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Foggia-Bat-Bari.
Sotto l’ala protettiva del Ministero come bellezza d’Italia pronte a finire prossimamente per decreto oltre al sito Neolitico scoperto dall’Università di Pisa nel 2004-2005, già sottoposto a vincolo archeologico, anche: “il complesso di Masseria Grottelline, Masseria Salomone e Insediamento rupestre sito in località Grottelline”. Tutti beni a pochi metri dove si vogliono costruire impianti e immondezzaio.    

sabato 23 luglio 2016

SpinazzoNius - De Justitia


Spinazzola -I edizione di “De Justitia - Incontri per la Legalità e la Giustizia”
A Spinazzola il 27-28-29 luglio 2016 si svolgerà la prima edizione di “De Justitia - Incontri per la Legalità e la Giustizia” per ricordare tre Magistrati uccisi dalla mafia: Rosario Livatino, Antonino Saetta, Gaetano Costa, i quali hanno pagato con la propria vita la loro dedizione e servizio verso lo Stato.
L’iniziativa è stata promossa dal giornalista Cosimo Forina presidente onorario per la Puglia e la Basilicata del premio Internazionale all’impegno sociale: “Rosario Livatino – Antonino Saetta – Gaetano Costa” istituito dal Comitato antimafie di Riposto (Ct) giunto alla sua XXII edizione. Presidente il dott. Attilio Cavallaro, presidente onorario l’avv. Corrado Labisi.

Il premio Livatino-Saetta-Costa assegna riconoscimenti a quanti spendono la propria vita per l’affermazione dei valori della legalità, lotta alla mafia e alla criminalità organizzata e del diritto a un’informazione libera.
Un appuntamento, quello di Spinazzola, finalizzato a condividere momenti per conoscere, riflettere, sentire come cittadini l’impegno ad operare per una società più giusta.

27 luglio ore 20 piazza San Sebastiano
Riforma e separazione delle carriere sufficiente per una Giustizia più vicina ai cittadini?
Interverranno: Michele Patruno Sindaco di Spinazzola, Michele Ruggiero Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani e Presidente della sottosezione ANM Trani, Desrèe Digeronimo Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, già Sostituto Procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari (Premio Livatino-Saetta-Costa 2012). Moderano: Michele D'Ercole avvocato, Cosimo Forina.
Il tema della separazione delle carriere tra i magistrati giudicanti e quelli del pubblico ministero era stato sostenuto anche da Giovanni Falcone che nel 1991 parlò della necessità di una specifica formazione professionale del pubblico ministero, diversa per “esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica” da quella del giudice “figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti”. La Costituzione (art. 104 e 106) prevede per tutti i magistrati un unico ordine, un unico concorso, possibilità di passaggio da una funzione all’altra; un unico organo di autogoverno, il Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104); la totale autonomia e indipendenza del pubblico ministero dal potere esecutivo e ogni altro potere, al pari del giudice. La Carta, pur considerando la magistratura come unico ordine, non contiene alcun principio che imponga o precluda la previsione di un’unica carriera o di carriere separate dei magistrati.
L’eventuale separazione delle carriere, non condizionata da ingerenze della politica, può rappresentare una maggiore tutela dei cittadini?

28 luglio ore 20 piazza San sebastiano
Azioni di contrasto antiusura e antiraket, avvelenamento delle imprese, delle famiglie e della economia di ogni territorio.
Interverranno: Michele Patruno Sindaco di Spinazzola, Renato De Scisciolo Coordinatore regionale della FIA (Federazione Italiana Antiraket), don Geremia Acri responsabile Casa di Accoglienza Santa Maria Goretti della diocesi di Andria e responsabile della Casa Santa Croce- Rosario Livatino bene confiscato alla criminalità. Modera: Cosimo Forina.
Renato De Scisciolo dal 1996 dedica la sua quotidianità alla lotta al racket, punto di riferimento pugliese per gli operatori economici del settore che decidono di opporsi alle estorsioni, sostenendoli anche nelle aule di Tribunale: «Dal momento in cui incontriamo una persona e la accompagniamo fino alla fine del percorso, partecipiamo personalmente alla sua storia».
Don Geremia Acri si occupa di accoglienza di persone in condizioni di disagio sociale ed economico, ponendo l’attenzione all’uomo a qualunque uomo. Testimonianza concreta di come l’utilizzo/riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità, può diventare opportunità non solo di sostegno, ma anche capace di creare esperienze lavorative per restituire dignità alle tante persone ‘deboli’.

29 luglio ore 20
Presentazione del nuovo libro di Andrea G. Laterza: "La collina dei veleni" (Grillo Editore). Un avvincente romanzo che per molti versi poco si discosta dalla realtà nell’intreccio tra imprenditori-mafia-politica nella gestione e smaltimento dei rifiuti e principalmente nel traffico illecito.
Interverranno:
Michele Patruno Sindaco di Spinazzola, Andrea G. Laterza Autore/Scrittore (Premio Livatino-Saetta-Costa 2016), Domenico Lestingi ex operaio discarica di Conversano (Premio Ambientalista dell’anno 2013 intitolato a Luisa Minazzi istituito a Casale Monferrato, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia. – Premio Livatino-Saetta-Costa 2014), Andrea Pugliese ingegnere ambientale/Ambientalista, Irene Pisicchio già Assessore all'Ambiente – Barletta (Premio Livatino-Saetta-Costa 2016). Modera: Cosimo Forina.



domenica 10 luglio 2016

A Spinazzola il 9-27-28-29 luglio 2016 si svolgerà la prima edizione di “Incontri per la Legalità e la Giustizia” per ricordare tre Magistrati uccisi dalla mafia: Rosario Livatino, Antonino Saetta, Gaetano Costa, i quali hanno pagato con la propria vita la loro dedizione e servizio verso lo Stato. Nonché in memoria della Prof.ssa Antonietta Labisi fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati (Ct).
L’iniziativa è stata promossa dal giornalista Cosimo Forina presidente onorario per la Puglia e la Basilicata del premio Internazionale “Rosario Livatino – Antonino Saetta – Gaetano Costa” istituito dal Comitato antimafie di Riposto (Ct) giunto alla sua XXII edizione. Presidente il dott. Attilio Cavallaro, presidente onorario l’avv. Corrado Labisi.
Il premio Livatino-Saetta-Costa assegna riconoscimenti a quanti spendono la propria vita per l’affermazione dei valori della legalità, lotta alla mafia e alla criminalità organizzata e del diritto a un’informazione libera.
Un appuntamento, quello di Spinazzola, finalizzato a condividere momenti per conoscere, riflettere, sentire come cittadini l’impegno ad operare per una società più giusta.
Nel primo incontro di sabato 9 luglio 2016 alle ore 20 in piazza San Sebastiano è stato presentato il libro “Aspettando......Giustizia” di Angelo Jannone (Secop Edizioni) Premio Livatino-Saetta-Costa 2015. Sono intervenuti: Angelo Jannone, colonnello del ROS in congedo balzato alle cronache in passato per le indagini sul patrimonio di Riina e per la sua storia da infiltrato tra i narcos, docente di criminologia e scrittore.
“Aspettando…Giustizia” è un romanzo che ripercorre il lavoro svolto dal capitano dei Carabinieri Salvino Paternò a Policoro. Ed in particolare sul giallo della morte di Luca Orioli, trovato morto il 23 marzo 1988 con Marirosa Andreatta conosciuti come “ i fidanzatini di Policoro. Il Capitano Paternò, vero sbirro, fu protagonista insieme alla sua squadra delle indagini – o meglio – delle “non indagini”, visto che il tentativo di far luce sul caso fu bloccato in ogni modo da alcuni magistrati ed altri notabili, per ragioni che ancora oggi rimangono avvolte dal mistero.
Ospite d’eccezione: Olimpia Fuina Orioli, madre di Luca, una delle vittime.
Da Spinazzola è stata promossa una petizione nazionale, appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere di incontrare Olimipia Fuina Orioli che dal 1988 rivendica che si giunga finalmente alla verità sulla morte del figlio Luca. Con loro Cosimo Forina giornalista, Michele Patruno sindaco di Spinazzola, Nicoletta De Marinis assessore al turismo.
Nei giorni 27-28-29 luglio con i diversi ospiti, rappresentanti delle Istituzioni dello Stato, scrittori, giornalisti e del mondo del volontariato saranno trattati i temi legati al traffico internazionale di rifiuti, le azioni di contrasto antiusura e antiraket contro il credito illegale causa dell’avvelenamento dell'economia di ogni territorio, riforma della giustizia e separazioni delle carriere.
 Per firmare la petizione clicca su:
 


martedì 21 giugno 2016




 
 



 

 LE GRANDI SORPRESE NEL TERRITORIO DI SPINAZZOLA
Altro che discariche e impianti per rifiuti, Spinazzola è habitat di rari e protetti rapaci

 Non rappresenta eccezione osservare nel cielo di Spinazzola ed in particolare nel territorio della località di Grottelline il volteggiare a caccia delle loro prede di falchi di estremo pregio come il lanario.
Tuttavia questa volta l’avvistamento ha davvero dell’eccezionale: prima fermo su di un traliccio di alta tensione, poi mostrandosi in volo in tutta la sua bellezza, un esemplare di biancone (Circaetus gallicus, Gmelin 1788) alias Aquila dei serpenti.
L’immediato riconoscimento del raro rapace grazie al Maestro falconiere Michele Grimolizzi di Melfi in visita occasionale a Spinazzola, con lui Raffaele D’Oria fotografo naturalista, il quale non si è lasciato sfuggire l’attimo, immortalando con i suoi scatti l’esemplare. Consegnando emozione in sequenza davvero unica.
Le dimensioni di un biancone può raggiungere la lunghezza corporea di circa 70 cm e un'apertura alare di 170–190 cm. Più grande della comune poiana e più simile nella struttura a un'aquila. Sono circa 5.900 - 14.000 le coppie in Europa, in Italia 700, specie che rientra nelle più rare.
Potrebbe non trattarsi di una osservazione occasionale quella dei giorni scorsi, ovvero di un esemplare in migrazione. Infatti la femmina cova a maggio e giugno per circa 35-40 giorni un uovo bianco lungo più di 7 cm. Il piccolo resta nel nido per 60-80 giorni. In pratica il biancone immortalato negli scatti con molta probabilità dovrebbe aver nidificato proprio sul territorio di Spinazzola accrescendo l’avifauna che caratterizza questo tratto di paese.
La conferma anche da parte del presidente regionale per la Puglia Enzo Cripezzi della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) che sottolinea la presenza del biancone proprio nella zona.
L’areale di distribuzione del biancone va dalla Spagna all’Europa Centrale e si estende fino all'Iran, all’India, alla Mongolia settentrionale e all’Africa.
La sua migrazione avviene tra agosto e ottobre con prestazioni giornaliere fino ai 100 km/h passando per Gibilterra per raggiungere il sud del Sahara segnando il ritorno in Italia solo verso marzo.
Da tempo Spinazzola rivendica l’istituzione della zona ZPS che comprenda tutta l’area di Grottelline. Non solo per le sue peculiarità ambientali, fauna e flora, ma anche storiche, monumentali e archeologiche. L’avvistamento del biancone estende di fatto l’interesse su un’area più vasta, richiamondo ad una maggiore protezione che dovrebbe di già essere in atto per l’accertata presenza del falco lanario come rivendicato più volte dall’amministrazione Comunale attraverso le sue opposizioni alla realizzazione di una discarica a Grottelline.
L’ulteriore crescita del patrimonio dell’avifauna di Spinazzola non può che superare anche in questo caso i confini della Regione Puglia per richiamare, sicuramente con il supporto delle associazioni ambientaliste ed il Parco Nazionale dell’Alta Murgia alla totale tutela del territorio. Evitando ogni scempio, in sintonia con le direttive di protezione della Comunità Europea.


mercoledì 15 giugno 2016

Sono trascorsi dodici anni dalla mia prima inchiesta sulla “allegra” raccolta e smaltimento dei rifiuti a Spinazzola. Nonché sullo “strano” incendio degli automezzi della società Avvenire incaricata del servizio in città ora dichiarata fallita, bloccata dall’antimafia.
Di quei giorni davvero carichi di tensione e di episodi sconcertanti, oltre ai ritagli di giornale dei miei articoli ormai ingialliti conservo copia di due informative inviate alla magistratura ritrovate in un fascicolo processuale.
Nella prima l’allora maresciallo della locale caserma dei carabinieri mi descriveva tra l’altro così: “si ritiene precisare che l’articolista Forina Cosimo per i suoi articoli che procurano allarme sociale, in questo piccolo centro, (omissis)… inoltre l’attuale Sindaco è intervenuto sia presso la “Gazzetta del Mezzogiorno” sede distaccata di Barletta, oltre che personalmente presso il Procuratore della Repubblica di Trani –Dr Nicola Barbera”. Ed ancora: “lo scrivente ed anche gli altri militari di questo Comando considerano che tutti gli articoli hanno un fine politico, per i quali non intaccano minimamente, in quanto è nostro compito fornire sicurezza alla cittadinanza, mantengono con il Forina Cosimo un comportamento cordiale da normale cittadino”.
In risposta al tentativo ancora oggi inspiegabile di delegittimarmi, la relazione conclusiva delle indagini dell’allora Tenente Biagio Marro del Comando dei Carabinieri di Andria inviata alla Procura di Trani, il quale riferendosi al maresciallo scriveva: “In relazione all’autorizzazione al parcheggio dei mezzi della ditta Avvenire, nell’area comunale dove furono incendiati, la stessa Stazione CC di Spinazzola, accertava l’esistenza della sola autorizzazione con delibera della Giunta Comunale n.56 del 5.12.2002, a decorrere dal 1° dicembre al 31.12.2002 e quindi l’assenza di altre autorizzazioni, in linea con quanto riportato nel citato articolo a firma del Forina Cosimo, al quale va dato atto di aver riferito un fatto vero (e non creato allarme sociale) e di aver stimolato chi indagava a ricercare la verità”.
Altro passaggio cruciale: “La stazione CC di Spinazzola, stimolata dal Comando Compagnia CC di Andria, ha comunicato il tutto alla Procura della Repubblica di Trani per i provvedimenti di competenza.Tuttavia non si rilevano denunce a carico di responsabili, né indagini tese alla loro individuazione. Inoltre, i rapporti tra il sindaco ed il Comandante della Stazione CC di Spinazzola possono essere sintetizzati dalla lettera che quest’ultimo indirizza alla Compagnia CC di Andria. La stessa riporta, con una certa enfasi, quanto riferito in consiglio comunale (30.12.2004) dal Sindaco nei confronti di “un addetto stampa”, identificato in Forina Cosimo della Gazzetta del Mezzogiorno. Forina Cosimo, tra l’altro, è la stessa persona che, attraverso un suo articolo apparso il 5.11.2004 sul predetto quotidiano, aveva fatto rilevare che i mezzi della cooperativa Avvenire dati alla fiamme, si trovavano su un’area del Comune senza autorizzazione”.
Che giorni quelli in cui ogni informazione, specie di chi aveva deciso di collaborare con la giustizia a difesa della città, era diventata davvero preziosa. Principalmente sui tentativi di simulare rotture di camion carichi di chissà che cosa, per poi farli sparire. Il tutto, questo si ancora mi addolora nell’indifferenza ieri come oggi della gente.
Però ritengo che il dedicarmi alla difesa dell'ambiente non sia stato mai tempo sprecato, riscriverei i miei pezzi allo stesso modo. Cogliendo l’occasione questo si, per ringraziare tutti gli uomini della Benemerita che in quei frangenti, nonostante i tentativi di bavaglio di molti, non hanno mai cessato oltre a manifestarmi stima di starmi vicino.